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Disturbi dell'adattamento

La caratteristica fondamentale di un Disturbo dell’Adattamento è una risposta psicologica ad uno o più fattori stressanti identificabili che conducono allo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali clinicamente significativi. I sintomi devono svilupparsi entro 3 mesi dall’esordio del fattore o dei fattori stressanti (Criterio A).

Il fattore stressante può essere costituito da un singolo evento (es: fine di una relazione sentimentale) o può esservi una concomitanza di fattori stressanti (per es: problemi al lavoro e problemi coniugali). Tali fattori possono interessare un solo individuo, la coppia, un’intera famiglia, un gruppo più ampio o una comunità.

Per definizione un Disturbo dell’Adattamento deve cessare entro 6 mesi dalla cessazione dell’evento stressante (Criterio E): in questo caso si definisce Disturbo dell’Adattamento Acuto; quando la durata dell’alterazione è maggiore di 6 mesi, in risposta ad un fattore stressante cronico o ad un fattore stressante che ha conseguenze protratte, si delinea un Disturbo dell’Adattamento cronico.

Con un trattamento di sostegno appropriato, che potenzi l’empowerment (individuale o sociale) con l’obiettivo di apprendere ad utilizzare al meglio le proprie capacità, risorse ed energie per depotenziare l'effetto degli stress ambientali e, di conseguenza, sviluppare un miglior adattamento dell’individuo al proprio contesto di vita, la prognosi complessiva del disturbo dell'adattamento è ge­neralmente favorevole.

Fonte: American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano. 

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